Quando il 'digitale' confligge con il 'sociale'

di Gianluigi Camera

Iscrizioni on line per tutti gli alunni, scuola dell'Infanzia esclusa. I giornali inneggiano alla nuova, gloriosa conquista della scuola.

Da qualunque punto del globo, un tizio qualunque, premendo una tastiera busserà alla porta virtuale di una qualunque scuola.

E hanno la presunzione di chiamarlo progresso!

Qualcuno si pone ancora il problema di cosa significhi oggi “relazione educativa”?
Qual è il messaggio autentico e fecondo delle iscrizioni tradizionali?

La scuola apre fisicamente le sue porte alle nuove leve. Attraversarle significa compiere un passo fondamentale nella vita di ciascuno.

Penso alla Scuola Primaria, alle famiglie che varcano coi figli quel confine che segna il passaggio tra l'educazione domestica e il luogo dove l'esperienza si fa simbolo e luogo di alfabetizzazione culturale.
Richiedere all'anagrafe, via mail, un certificato di residenza è cosa ben diversa dal chiedere di far parte di una Comunità scolastica. Abbiamo tutti bisogno di riti e di segni che scandiscano le nostre vite.

E l'iscrizione scolastica non virtuale garantisce l'interazione tra persone e organismi diversi che sanciscono l'alleanza virtuosa tra i tre soggetti della formazione: alunni, famiglie, insegnanti.

Nella scuola Primaria, poi, l'iscrizione dei bimbi era curata dagli stessi insegnanti, il più delle volte da quei docenti che li avrebbero accolti nel settembre successivo. Questo primo incontro rappresentava un'occasione di conoscenza diretta con l'utenza, di ascolto reciproco, di esplicitazione di esigenze, di evidenziazione di problematiche e di specificità che la fredda aridità del messaggio informatico annulla del tutto o lascia ad iniziative da intraprendere dalle singole realtà. E non voglio accennare al problema delle famiglie culturalmente più sprovvedute in fatto di formazione digitale. Che saranno forse le più fortunate perché, per esse, la scuola - ritengo - ricorrerà alla prassi di sempre.

Si obietterà che la carta per l'iscrizione costa troppo.

Ma le esigenze di una persona in formazione valgono meno di un pezzo di carta?