La storia e l'opera dell'Associazione "N. Tommaseo"

Continuiamo a ripercorrere la storia dell’Associazione "N. Tommaseo", iniziata il precedente numero del notiziario, con il secondo articolo a firma di Riccardo Gervasio.

Nel terzo congresso, che si svolse a Como nel 1909, si dibatterono questioni di carattere economico di grande portata (fino alla minaccia di attuare una forma assolutamente inconsueta ed anticostituzionale di protesta, lo sciopero dei maestri, definito da Luigi Sturzo « sciopero dei padri e delle madri », come a dire inconcepibile!; ma alla conclusione dei suoi lavori ottenne il maggior numero di suffragi per la carica di presidente nazionale della Tommaseo un uomo di centro, moderato, autonomista, appartenente alla cosiddetta corrente professionale (o sindacale), un uomo equilibratissimo, ma volitivo e temprato alla lotta: il maestro torinese Felice Mattana.

A questo punto si verificarono in seno all’associazione insistenti pressioni politiche da parte dei deputati cattolici (Baslini, Cameroni ed altri ), preoccupati della loro posizione in parlamento, fra l’atteggiamento del Governo, che aveva prospettato la costituzione di Consigli provinciali cui affidare la gestione delle Scuole (vedi zampino dello Stato), e l’allarmato proposito di difendere il principio dell’autonomia, secondo l’impegno assunto di fronte all’associazione. Il fatto è che in quel frattempo i ministri Danco e Credaro, con il beneplacito dell’Unione laica, avevano in animo di avocare allo Stato tutto l’organismo scolastico e stavano perseguendo il loro obiettivo con una tattica tale da non urtare la suscettibilità degli oppositori, anzi da eluderne perfino i sospetti.

Il congresso di Milano del 1910 offrì ai Tommaseisti ampie possibilità di discutere i lati positivi e quelli negativi della questione, per cui, tenuto conto dell’impegno governativo di garantire il rispetto dei programmi vigenti sull’istruzione religiosa e della spontanea accondiscendenza a costituire i Consigli provinciali con criterio paritetico, si votò un ordine del giorno favorevole alla riforma.

Mattana però, meno ottimista dei colleghi congressisti, ritirò la propria candidatura al rinnovo della carica presidenziale. Non può sfuggire la curiosa circostanza che la corrente magistrale cattolica, capeggiata dall’èquipe della rivista bresciana, da oppositrice siasi così facilmente trasformata in fautrice della nuova legge proposta dallo Stato liberale e bene accolta dalle opposte tendenze parlamentari! Si osservò, e forse non a torto, che la Tommaseo (già impersonata da Mattana), « formalmente battuta, come associazione, sulla legge Credaro... acquistava proprio da questo momento maggior slancio d’ascesa... spogliandosi definitivamente di ogni rigida pregiudiziale clericale come d’ogni punta socialistoide e puntando verso il "trionfo di una linea possibilistica... moderata e progressiva ad un tempo».

Il congresso di Firenze del 191l rivelò a sua volta un sostanziale ottimismo di fronte all’avvenire della scuola, un’unanimità di vedute e d’intenti davvero confortante, una linea chiara di condotta in seno all’ associazione, sia sotto gli aspetti politici che tecnici del problema che aveva suscitato tante perplessità. Probabilmente la via seguita era la giusta.

Il nuovo presidente, terzo della serie dei «cattolici deputati», fu l’on. Giuseppe Micheli, temperamento realistico e comprensivo, molto apprezzato nell’ambiente magistrale, favorevole alla legge Daneo Credaro per quanto conteneva di positivo nei confronti del programma d’azione della Tommaseo.

L’associazione intanto si affermava nelle elezioni per il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, con una percentuale proporzionalmente alta rispetto all’Unione, che disponeva della maggioranza assoluta dei voti delle regioni centro-meridionali, ma accusava disagio e disorientamento, soprattutto per le scarse garanzie che offriva la sinistra parlamentare alla risoluzione di questioni fondamentali di politica scolastica: istituzione dei Patronati, riforma del Monte Pensioni, incremento dei corsi popolari, concessione del libretto ferroviario, disciplina dei Congedi.

La Tommaseo, più obiettiva e pratica nell’impostazione di detti problemi, ne trattava ampiamente durante i congressi regionali, senza dimenticare quello della formazione religiosa della classe docente e le rivendicazioni delle maestre delle scuole inferiori per un trattamento di parità rispetto ai colleghi maschi. Non si può dire che corressero tempi favorevoli per i piani di riforma (si combatteva in Libia pe rassicurare all’Italia una posizione di parità nel consesso dei popoli europei), tuttavia l’avvicinamento al Governo del gruppo cattolico-costituzionale della classe magistrale consentiva un’applicazione accettabile della legge Credaro, già avversata proprio dai cattolici, a dispetto dei socialisti che prima ne erano stati i fautori più zelanti.

L’Unione perdeva quota perchè risentiva della crisi socialista, dal momento che quel partito, già pervaso da un lodevole spirito riformatore di avanzata democrazia, veniva spinto verso posizioni oltranziste rivoluzionarie ed antidemocratiche. Invano Filippo Turati tentò di promuovere l’unione delle due Unioni e di avviare un dialogo che conducesse ad un’intesa con le forze del proletariato!

Il connubio cristiano-liberale diede qualche buon risultato per quanto concerne il perfezionamento dei rapporti d’impiego dei maestri e la loro regolamentazione giuridica. I costruttivi lavori del congresso di Napoli del 1913, dopo che l’on. Micheli conservò per acclamazione la presidenza del sodalizio, riscossero l’apprezzamento di Luigi Sturzo, sinceramente ammirato per la serietà d’impostazione dei problemi, per la concezione spiritualistica della vita e della scuola e, in modo specifico, per la competenza e la sensibilità nel trattare le questioni di carattere professionale-sindacale.

Dopo la scissione l’A.M.I. non rifiutò di collaborare a fianco dell’U.M.U. per il raggiungimento di comuni traguardi nel campo giuridico economico, nè dimostrò di considerare l’associazione parallela come un’antagonista da combattere, ma piuttosto come uno stimolo alla vigilanza ed all’azione.

Negli anni successivi la Tommaseo si fece interprete dell’afflato patriottico che pervase la Scuola italiana e versò il suo tributo di sangue per il compimento dell’indipendenza nazionale.

Durante il periodo bellico tuttavia la sua attività si contrasse, per forza maggiore, limitandosi ad esercitare la carità con intenti sociali e nelle forme promosse dalla Cassa Mutua Magistrale. Si chiudeva cosi con un fervido atto di amor di patria l’epoca d’oro dell’Associazione Magistrale Italiana, autentica « depositaria delle aspirazioni degli insegnanti », fondata un decennio innanzi « per la difesa degli interessi morali ed economici degli insegnanti primari, e per l’ incremento della istruzione e della educazione popolare sulla base dei principi cristiani » (art. primo dello Statuto sociale, approvato nel congresso di Milano del 1907).

L’organizzazione interna della "Niccolò Tommaseo" constava allora d’una Confederazione nazionale articolata in Federazioni regionali e in Sezioni provinciali e comunali. Ciascuna sezione si reggeva conformemente ai canoni del proprio Statuto, adeguato alle esigenze locali ma non dissimile da quello centrale.

I soci erano tenuti a versare una quota annua di L. 2,50, la quinta parte della quale era devoluta a beneficio della Cassa generale. Nelle assemblee provinciali si procedeva all’elezione di un Consiglio, nel cui seno si dovevano esprimere i nomi di un Presidente e di due vicepresidenti, nonchè scegliere i membri di una Giunta ristretta con compiti esecutivi.

Le cariche si rinnovavano ogni due o tre anni, a metà o un terzo per volta, in base a sorteggio.

Presso ogni sezione provinciale, che assumeva un suo nome distintivo (quella di Torino si chiamava Lega Rayneri), funzionavano un Ufficio di consulenza legale, un Segretariato per la tutela dei soci nel disbrigo di pratiche amministrative, un Gruppo di redattori del Bollettino di collegamento ed un Comitato di vigilanza coordinatore delle attività della Cassa di mutuo soccorso.

(...continua...)