In memoria di Lia Ferrero

di Valeria Amerano

Abbiamo perso Lia Ferrero. Inaspettatamente, come accadono le cose che ci lasciano senza parole a ricevere il colpo e a far posto dentro di noi a una realtà dolorosa, inspiegabile. Possiamo dire una vita interrotta in iniziative avviate, discorsi aperti, riflessioni che di volta in volta eravamo desiderosi di leggere sul notiziario per comprendere a fondo i problemi della scuola odierna e orientarci. Una intelligenza viva cui porre domande: di scuola o di vita; Lia Ferrero non era soltanto la professoressa, l’Ispettrice Tecnica a riposo. Non riposava per nulla: la ricercatrice scrupolosa e attenta continuava a studiare; aveva concluso la pubblicazione dei testi “Itinerari di apprendimento per la progettazione didattica della Storia” - Edizioni Il capitello, per insegnare la Storia nella scuola primaria; partecipava alla formazione degli insegnanti, ci illuminava con i suoi articoli sulla educazione degli alunni alla Cittadinanza. Trovava tempo da dedicare al volontariato presso la sua parrocchia. Una signora raffinata, colta, discreta e infinitamente umile, disposta all’ascolto, alla reciprocità.

Le parlavo e avevo davanti l’amica, la sorella maggiore, un sorriso accogliente e sincero che mi sembrava di conoscere da sempre: la nobile gratitudine di chi apprezza ogni minimo gesto di confidenza, di affetto e lo ricambia. Chissà quante volte con lei non avrò usato le espressioni giuste, sarò uscita dalle righe con la mia improntitudine… Mi avrà scusata, spero, con la pazienza che le ammiravo e il senso dell’umorismo che percorreva appena le sue frasi come una corrente interna vitale. Aveva uno spirito sottile nel modo di raccontare lento e puntuale che era per me sorpresa e complicità.