Reti di scuole per la rendicontazione sociale

di Fabrizio Ferrari e Maurizio Cisi

Esiste una realtà nel territorio piemontese che sta conducendo un importante percorso di costruzione del Bilancio Sociale con scuole di ogni ordine e grado. Oramai da alcuni anni l’Associazione Magistrale Niccolò Tommaseo, il Dipartimento di Management dell’Università di Torino e le Scuole, insieme in OBISS (Osservatorio per il Bilancio Sociale della Scuola - Obiss.it), stanno conducendo una ricerca per valutare le ricadute del Bilancio Sociale nelle istituzioni scolastiche in termini di efficacia e miglioramento.

I termini accountability, stakeholders, così come quello di Bilancio sociale, Rendicontazione economica e sociale, sono oramai entrati da tempo nel linguaggio della scuola, per lo meno in alcuni settori di essa più sensibili all’innovazione. Ciò anche in funzione di numerose indicazioni e di alcuni vincoli normativi che hanno guidato le istituzioni scolastiche a riflettere sul significato e la portata di questi temi avviandole al dialogo con i diversi soggetti cui fanno riferimento.

L’Associazione N. Tommaseo da sempre in forte contatto con le scuole e le loro realtà, si è fatta promotrice insieme al Dipartimento di Management dell’Università di Torino, di un percorso di costruzione della rendicontazione sociale funzionale alla realtà scolastica, sia in un’ottica comunicativa forte ed efficace, sia in un’ottica di miglioramento dei percorsi e dei risultati.

Il progetto nasce da alcune esperienze didattico-formative maturate negli anni passati dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino (Master in Sistemi di Gestione, Qualità e Accreditamento nelle istituzioni scolastiche e Universitarie, Corso Universitario di Aggiornamento Professionale Leadership, Management e Qualità nella dirigenza del MIUR) e dall’Associazione N. Tommaseo (l’Autovalutazione nella scuola, Insegnanti: professionisti riflessivi, Genitori: riflessioni sulla scuola, Studenti: protagonisti a scuola).
A differenza di altre esperienze maturate altrove e governate “top-down”, il progetto OBISS si caratterizza per una forte connotazione a rete dove le istanze, le esperienze, le difficoltà, le soluzioni arrivano “bottom-up”, dalla periferia verso il centro, dove si compie l’elaborazione, la discussione, e si definiscono approcci comuni, condivisi e partecipati.

Gli attori principali sono motivati da una forte commitment verso l’obiettivo, ovvero la sperimentazione di percorsi di eccellenza e di vera autonomia anche finanziaria, finalizzata alla creazione di uno strumento di governance scolastica e di trasparenza, con potenzialità molto forti sia verso l’esterno sia verso l’interno. Il coinvolgimento del Dirigente scolastico e dei Docenti, nonché il supporto del DSGA, si sono dimostrati fondamentali per avviare e fare crescere il dialogo, la valutazione e autovalutazione di sistema, la revisione economica e la raccolta di tutti i dati di funzionamento.

Il modello di Bilancio Sociale nato da questo lavoro è fortemente radicato nella scuola, perché da qui partito, omogeneo, perché costruito insieme in rete, efficace, perché immediato e semplice, completo, perché comprensivo di tutti i dati di funzionamento ed efficacia, scientifico, perché rigoroso dal punto di vista metodologico.

Queste cinque caratteristiche del bilancio sociale, che potremmo definire modello OBISS, ovvero il radicamento, l’omogeneità, l’efficacia, la completezza e la scientificità hanno permesso al percorso di ricerca di raccogliere progressivamente sempre più consensi sul territorio piemontese, uscendo dal torinese e aprendosi anche ad altre regioni e contesti scolastici.

Nelle diverse annualità il progetto, sempre autofinanziato, è andato progressivamente affinandosi, anche grazie al costante monitoraggio condotto da Università e Associazione, diventando oggi un modello sistematizzato, organico, affidabile e sostenibile nel tempo.

Le linee guida del modello OBISS di rendicontazione sociale hanno saputo fare tesoro delle esperienze già esistenti e patrimonio di molte scuole, ma progressivamente superandole e arrivando a definire capitoli più funzionali, coinvolgendo anche percorsi di qualità quali il Marchio Saperi, AICQ Education o CAF che hanno costituito per molte scuole una base importante da cui partire, fornendo capacità di orientamento e informazioni.

Le attività stanno proseguendo e a breve si aprirà una nuova call per coinvolgere altre scuole e territori nel percorso, sempre in un’ottica di collaborazione e di dialogo, ma forti di un’esperienza partita dal basso che ha saputo raccogliere consensi, generare miglioramento, portare risultati.