Biella e Torino: le prime della classe?

La Rivista “Tuttoscuola”, tra le più lette e documentate nel mondo dell'istruzione, ha pubblicato, nel maggio u.s., il 2° Rapporto sulla qualità della scuola italiana, a distanza di quattro anni dalla prima edizione.

La pubblicazione, attesissima nell'ambiente degli addetti ai lavori, tiene conto di 96 indicatori di qualità che descrivono le aree di eccellenza e di criticità del nostro mondo scolastico.

Gli indicatori sono raggruppati in quattro macro-aree:
Strutture e risorse;
Organizzazione e servizi;
Condizioni del personale;
Risultati scolastici.

Lo studio permette di individuare, per ciascuna Provincia, Regione, Area geografica del Paese, attraverso l'espressione di un punteggio numerico, il livello qualitativo analitico per ciascuno dei 96 indicatori e il livello di sintesi complessivo di tutti gli indicatori per giungere ad una classifica generale di qualità del servizio.

Si tratta di uno studio imponente, tale da costituire una radiografia completa della nostra scuola. L'unico limite denunciato dagli stessi curatori è quello di utilizzare taluni dati per loro stessa natura soggettivi, come ad esempio le votazioni delle prove di esame degli alunni, che possono presentare criteri diversi di valutazione da una zona geografica all'altra.

I media hanno ampiamente pubblicizzato l'evento. Un particolare senso di orgoglio ha suscitato la notizia che le province di Biella e di Torino sono ai primi due posti nella classifica nazionale, rispettivamente con punti 519,01 e punti 518,66 (media nazionale 457,48). Anche la regione Piemonte si è classificata al primo posto in Italia con punti 501,21 (media nazionale punti 457,48). E ancora, l'Area geografica nord-ovest si pone al primo posto con punti 488,75 (media nazionale punti 457,48).

Una sola riflessione, e non di poco conto, getta acqua sul fuoco dell'entusiasmo. I risultati sopra esposti, come si è detto, rappresentano la media dei 96 indicatori raggruppati nelle quattro macro-aree. Se si va a ricercare il peso di ciascuna di esse nel risultato finale si scoprono alcune novità. La macro-area numero 4, “Risultati scolastici” che contempla: la dispersione scolastica, i livelli di apprendimento, l’esito degli scrutini finali, la percentuale e le votazioni di diplomati, pone la provincia di Torino al 74° posto in graduatoria nazionale con punti 691, sotto la media nazionale (punti 698).

Ciò significa che il vantato secondo posto è dato a Torino soprattutto dall'alto valore delle restanti tre macro-aree.

In buona sintesi: Torino primeggia per ciò che riguarda Strutture e risorse, Organizzazione e servizi, Condizioni del personale; è meno brillante per i risultati scolatici, a meno che i nostri docenti siano molto più severi di altri colleghi nel valutare gli apprendimenti…

Non è comunque fuori luogo un invito alle scuole ad utilizzare le buone strutture organizzative, le migliori d'Italia secondo il Rapporto, per garantire il successo formativo che costituisce la ragion d'essere dei nostri sforzi.

Gianluigi Camera