Poesie di Walter Ferrarotti

In altri numeri di questa Rivista ho avuto modo di parlare di Walter Ferrarotti, mio compagno di scuola ed amico per circa un sessantennio: si vedano il n° 462 - marzo 2008; il n° 465 - settembre 2009; il n° 466 - dicembre 2009.

Come Direttore centrale dei Servizi educativi della Città di Torino, egli ha avuto modo di esercitare per lunghissimi anni la sua tempra di educatore, di solerte organizzatore di servizi e di attività, di precursore e innovatore pedagogico.

Si stanno moltiplicando le occasioni celebrative e di ricordo della sua figura e della sua opera:
:: la pubblicazione di una prima serie dei suoi scritti : vedi Daniela Viroglio (a cura di) Una realtà infinitamente varia - Città di Torino, Iter, 2008;
:: l'intitolazione al suo nome del Centro Ludico di via delle Magnolie - Torino;
:: l'intitolazione di una Scuola per l'Infanzia in Trino Vercellese, comune di origine della sua famiglia, che avrà luogo nel prossimo mese di marzo 2011.

Recentemente la FISM (Federazione Italiana delle Scuole Materne) ha curato la pubblicazione di una cospicua parte del corpus delle Poesie del nostro: Walter Ferrarotti - Poesie, FISM Piemonte, 2010.

La Raccolta comprende gran parte dell'attività di scrittura poetica di cui la sola moglie Ada era al corrente e che si presta ad illustrare un nuovo aspetto sconosciuto della complessa e poliedrica attività di Walter Ferrarotti.

La pubblicazione abbraccia un periodo che va dagli anni sessanta del secolo passato al 2000 e comprende un insieme di oltre duecento composizioni che toccano gli aspetti più diversi della sua sensibilità umana, culturale ed artistica.

È difficile tratteggiare nella brevità di questa nota le caratteristiche del mondo poetico del nostro: più dettagliatamente l'ho fatto nell'introduzione all'edizione delle poesie e nella presentazione del volumetto presso la sede salesiana di Valdocco, il 18 dicembre u.s.

Qui in sintesi vorrei enucleare quelli che sono i nodi salienti della poetica di Walter Ferrarotti:
:: la scelta del verso libero che dà freschezza e spontaneità al testo,
:: l'attenzione rimarcata ai fatti e ai fenomeni di natura che spesso si fanno metafora per rappresentare valori e stati d'animo,
:: l'uso di una scrittura rapida, essenziale, senza esitazioni che si conclude di getto, priva del tormento dei ripensamenti e delle varianti, come si evince dai manoscritti,
:: l'assenza di ogni indugio retorico, di luoghi comuni, di sentimentalismi,
:: la ricerca di un tono volutamente semplice, immediatamente fruibile, crepuscolare diremmo, da cui il nostro si distingue nettamente per l'affermazione spiccata di scelte di vita e di impegno fortemente e coraggiosamente sentite, personali e sicure.

I temi trattati sono i più diversi e vanno dall'osservazione entusiastica e stupita dell'ambiente naturale alla riflessione sul destino dell'uomo, sull'interesse alla scoperta di vie e soluzioni nuove, dalla meditazione sulla memoria alla condanna delle parole disancorate dalla realtà, dalla preghiera all’indugio sugli affetti familiari.

Riportiamo la poesia da cui è stato tratto il titolo della Raccolta:

La mia vita incomincia / dove finiscono le strade battuteLa mia vita incomincia
dove finiscono le strade battute,
dove gli sterpi e il bosco chiudono il cammino,
dove le pietre tutte uguali
si muovono sotto i passi,
dove spiagge infinite deserte
si fondono con cielo e mare.
Là incomincia il mio cammino
e mi ritrovo
con una gioia profonda
che esalta il timore dell'ignoto,
perché so che troverò un segno
nascosto a tutti.
In quel segno troverò gli amici,
tutti quelli che ho lasciato
ed altri ancora.
Il mondo si rinnoverà
per quella via solitaria aspra
e semplice.

In quest’altra poesia, l’osservazione di uno spettacolo di natura: il volo degli aironi si fa metafora per riflettere sull'interrogativo del suo destino.

Se gli aironi hanno un’anima
non è un cielo vuoto
quello che si specchia nelle risaie.
Se gli aironi hanno un’anima
non è, questa, una notte silenziosa
perché non si ode più
Il canto delle rane.
Se gli aironi hanno un’anima
ritornano a schiere nel cielo
lanciando sereni richiami
alle anime di innumerevoli animali
distrutti
nel deserto dell’uomo
venduti
per trenta denari
dell’avidità e della disperazione.
Se gli aironi hanno un’anima
chiameranno la mia
nell’ultimo volo
a migrare verso la vita.

Mentre il corteo funebre che accompagnava Walter Ferrarotti si avvicinava al cimitero di Robella di Trino, il 21 dicembre 2007, un volo di aironi si alzò improvviso verso il cielo dalle stoppie di una risaia.

Gianluigi Camera