Riforma Gelmini: non abbiamo più parole

Secondo anno di applicazione della Riforma Gelmini…

Quello che in questi anni abbiamo cercato di impedire, con tutte le nostre forze, è sempre di più una realtà: con i nuovi provvedimenti, la scuola pubblica ha subito un ulteriore, durissimo colpo! Di fatto, il sistema di istruzione pubblico è sempre più disastroso, il diritto allo studio un’enunciazione di principio ormai povera di significato.

Scuola Mazzarello, lunedì 13 settembre: ci ritroviamo il primo giorno di lezione ad attendere bambini e famiglie nel cortile della scuola, in silenzio: NON ABBIAMO PIÙ PAROLE!

:: Il silenzio, come nelle occasioni di lutto.
:: Il silenzio, come momento di riflessione.
:: Il silenzio, eco di tutto ciò che non è stato ascoltato.

Chi ha dei figli che vanno a scuola, dalla scuola dell’infanzia all’Università, non può non essersi accorto del progressivo smantellamento a cui l’impianto dell’istruzione è stato sottoposto.

La grande manifestazione dell’ottobre 2008, che ha visto una massiccia partecipazione di genitori ed insegnanti per le strade della città a difesa di un modello di scuola che ci viene invidiato in tutta Europa, ha impedito che nella scuola primaria il tempo pieno venisse spazzato via come nulla fosse: siamo riusciti a salvare un principio, un diritto, ma non siamo riusciti a fermare la mannaia dei tagli.

Si tagliano i fondi: ma una scuola senza risorse, è limitata nella possibilità di offrire proposte formative e di qualità agli allievi, non può strutturare efficaci momenti di integrazione per i bambini stranieri, non può offrire occasioni di formazione per i docenti.

Mancano i soldi per le supplenze, per il funzionamento della scuola, per le pulizie, per la sorveglianza, per la manutenzione,…
Si riduce il numero dei docenti e si “coprono” i buchi con le ore di compresenza del tempo pieno: ma senza compresenze non è possibile fornire ai bambini occasioni per il lavoro di gruppo, per il recupero, per l’approfondimento, per la diversificazione delle esperienze; diventa molto più difficile organizzare uscite, visite a musei, partecipazione a spettacoli o a laboratori fuori dalla scuola.

Vengono a mancare quelli che sono stati definiti i “tempi distesi” dell’apprendimento, dove il “modo” di stare a scuola dei bambini conta almeno quanto le proposte didattiche: “tempi distesi”, dove i bambini hanno la possibilità di dialogare, di confrontarsi con adulti e coetanei, di elaborare esperienze, interessi, curiosità; tempo per sperimentare rapporti, solidarietà, collaborazione, per riflettere sui valori e sulle difficoltà che si vivono quotidianamente in una comunità vera, dove si cresce insieme.

La scuola a tempo pieno non è realizzata dalla somma del numero di ore che consente ai genitori di lasciare i bambini in custodia dalle 8,30 alle 16,30: il “tempo pieno” in cui noi crediamo si esprime con COSA e COME si “riempie” il tempo scuola dei bambini!

Ma concretamente, cosa sta succedendo alla Mazzarello?

::Sono aumentati gli alunni, 34 iscritti in più rispetto allo scorso anno, ma il numero delle classi è rimasto invariato. In molte classi siamo ai limiti della capienza massima consentita per le norme sulla sicurezza;

:: Sono diminuiti gli insegnanti: due in meno! Per coprire il tempo scuola è stato necessario, in alcune classi, segmentare ulteriormente l'orario degli insegnanti. Siamo di fronte sempre più spesso ad una girandola di figure che si alternano durante la giornata, con le conseguenti difficoltà di coordinamento, la scarsa efficacia educativa e il disorientamento dei bambini specie dei più piccoli;

:: Alcune insegnanti devono rinunciare alla compresenza nella loro classe per completare l’orario in quelle situazioni rimaste scoperte dalla riduzione dell’organico;

:: Molti docenti devono svolgere l’attività di lingua inglese su 2 classi: i tagli hanno riguardato infatti molti insegnanti specialisti;

:: I soldi per le supplenze sono ridotti e tutti gli insegnanti sono tenuti a mettere a disposizione le ore di compresenza per le supplenze brevi: questo significa che non è garantita la possibilità di realizzare alcun progetto all’interno della classe, che le uscite sono condizionate da orari incerti e spezzettati, che ore svolte in più dai docenti non possono essere in nessun modo recuperate.

Ma non basta:

:: Aumentano i bambini per cui l'italiano non è lingua madre ma non le risorse per poter predisporre laboratori linguistici e agevolare così il processo di integrazione;

:: I finanziamenti per la realizzazione dei progetti dell’autonomia scolastica non arrivano o arrivano ridotti e con grande ritardo: impossibile quindi realizzare quanto programmato;

:: È stato drasticamente ridotto il numero degli operatori scolastici, con relativi problemi di sorveglianza ai piani, di sicurezza, di pulizia;

:: Non ci sono soldi per le riparazioni e per la manutenzione della scuola.

La scuola che ci prospetta la Gelmini non ci piace perché crediamo che un servizio scolastico pubblico di qualità sia un diritto e che debba essere garantito.

Un gruppo di insegnanti della scuola primaria "Franca Mazzarello"