Salviamo i bambini

In questo periodo si parla molto di bambini: bambini affamati, sfruttati, abbandonati, venduti…

Molte associazioni umanitarie chiedono il nostro aiuto. Sui cartelloni pubblicitari compare il volto di un bimbo africano che, con i suoi grandi occhi, ci ricorda la disperazione di milioni di bambini…

“IL BAMBINO CHE NON VOLEVA NASCERE” di Giuseppe Pederiali ediz. Giunti.

Vi posso proporre una buona lettura da fare in classe, adatta ad alunni di 4° e 5° elementare, che offrirà molti spunti interessanti per approfondire questo tema che non può più essere ignorato e taciuto ai bambini con i quali lavoriamo.

«Francesca, nove anni, aspetta la nascita del fratellino che, attraverso colloqui mediante uno speciale telefono, manifesta la ferma volontà di non nascere. Né il bambino verde, né lo strambo inventore riescono a convincerlo a venire alla luce…»

È un libro che, nella prima parte, è molto divertente, fantasioso e “strano”. I primi capitoli servono proprio ad attirare l’attenzione dei lettori che poi, in un secondo momento, vengono accompagnati verso realtà più difficili. L’autore riesce, comunque, a mantenere un tono di leggerezza in quanto anche i capitoli più impegnativi hanno un bel finale, intessuto di speranza.

Attraverso “il raccontastorie”, un apparecchio interamente costruito dal cugino Temistocle, il più grande inventore del mondo, Francesca, Diego e Sandro assistono alla proiezione di tre storie ambientate in zone e realtà diverse del mondo ma che parlano di “bambini sofferenti”…

Temistocle andò a manovrare una rotellina e… dall’apparecchio una voce proseguì in italiano: «In questa città, una delle più frequentate mete turistiche del sudamerica, vivono Jorge e Cora. Non abitano in uno dei grattacieli che vedete… loro abitano in una baraccopoli chiamata favela…». L’undicesimo capitolo, infatti, si intitola “I bambini della discarica” dove lavorano i due fratellini. Nel dodicesimo, a bordo di un tappeto volante, si vola in Pakistan e più precisamente in una fabbrica di tappeti dove…«i nani non erano dei nani, bensì dei bambini di quattro o cinque anni, accovacciati davanti ai telai, intenti ad annodare i nodi dei tappeti…». Qui l’autore presenta un personaggio reale, il famoso Iqbal Masih, un ragazzino pakistano che liberò dalla schiavitù se stesso e centinaia di bambini ma che fu ucciso, all’età di dodici anni, dalla “mafia dei tappeti”. La storia del tredicesimo capitolo “Il mercante di bambini” è ambientata in Albania ed in Italia. «Raggiunsero una grande città del Nord. Il padrone condusse i ragazzi sul posto di lavoro: dovevano avvicinarsi alle macchine ferme ai semafori ed allungare la mano dicendo due sole parole: “Ho fame”».

Ecco perché il fratellino di Francesca, in un primo momento, non vuole nascere: perché sul Pianeta ci sono troppi bambini sofferenti… Alla fine, comunque, deciderà di venire al mondo nella sua simpatica famiglia!

Con la classe ci siamo divertiti a disegnare le scene più interessanti ed abbiamo prodotto una presentazione con Power Point nella quale abbiamo inserito una ricerca su Iqbal e la sua straordinaria impresa. Abbiamo anche assistito alla proiezione del film “Iqbal” che ci ha offerto molti spunti di riflessione.

Liliana BiasiolLe opinioni degli alunni sulle tre storie ambientate in Brasile, Pakistan ed Albania

:: Le storie raccontate attraverso il televisore magico sono molto istruttive per noi, bambini fortunati, che viviamo in Italia. Esse ci fanno vivere una realtà crudele e forse la cosa che ci fa più impressione è che, mentre noi impariamo a scuola, altri bambini frugano nelle discariche, fabbricano tappeti e chiedono l’elemosina ai semafori.

:: Queste cose, che succedono veramente, sono molto brutte perché tutte le persone del mondo hanno diritto alla libertà.

:: Nel mondo ci sono tanti bambini schiavi che vengono pagati poco e mangiano male.

:: I bambini di queste storie sono molto, molto sfortunati e ci dispiace tanto per loro.

:: Le storie finiscono bene ma la realtà è più crudele.

:: In tutte le storie i bambini e le famiglie vivono poveramente ma, dopo molte avventure, tutto si conclude per il meglio e questo ci piace molto.

:: Pensiamo che sia ingiusta la vita di Cora, Jorge, Lefteri, Iqbal e che tutti dovrebbero vivere meglio, con più rispetto e dignità.

:: Le storie sono molto belle ma ci hanno rattristato le parti che trattano dello sfruttamento dei bambini.

:: Ci piacerebbe aiutare i bambini bisognosi.

:: Filippo aveva ragione a non voler nascere vedendo tutto questo sfruttamento di bambini.

:: Certe persone dovrebbero cambiare e, almeno per una volta, mettersi al posto di quei bambini anziché pensare solo ad arricchirsi sfruttandoli.

Queste storie ci hanno fatto riflettere!!!

Gli alunni della 4^ E “Fattori” (A.S. 2004 - 2005)