La lettura dell'insegnante

“Uno dei momenti più piacevoli ed attesi è quello in cui l’insegnante legge un libro.”

Così ho iniziato a trattare questo argomento sul numero precedente del giornale e così intendo proseguire … ribadendo questo concetto.

In seconda elementare, a livello di interclasse, abbiamo deciso di intraprendere, dopo le prime settimane di scuola, la lettura integrale di “Pinocchio”. È stata un’esperienza veramente interessante, costruttiva e piacevole!

Armate di vari testi, di illustrazioni e di entusiasmo, abbiamo iniziato questa avventura che è durata tutto l’anno scolastico e che si è conclusa con uno spettacolo, rivolto ai genitori, in cui gli alunni hanno interpretato i vari personaggi e cantato canzoni relative al simpatico burattino; con la realizzazione di un CD su cui, con powerpoint, abbiamo inserito tutti i disegni, i testi delle canzoni, le notizie sull’autore, sul suo tempo ecc…. e con la magnifica gita a Vernante per ammirare i famosi murales ispirati al burattino.Ogni alunno aveva un quadernone (ma strada facendo sono diventati due rilegati insieme) a quadretti di seconda, che abbiamo subito chiamato “il quaderno di Pinocchio” e che è stato lo strumento didattico più “gettonato” nel corso dell’anno. Ogni capitolo si è dimostrato una fonte inesauribile di spunti e di occasioni di lavoro. Posso suggerire di lasciarsi guidare dallo stesso autore che, attraverso il testo, aveva proprio in mente di educare il popolo italiano…

<<C’era una volta…un pezzo di legno>> Queste parole magiche hanno aperto un nuovo mondo e nuove prospettive di lavoro. Dopo la lettura dei primi due capitoli, abbiamo iniziato il nostro quaderno con la caratterizzazione di Maestro Ciliegia e di Geppetto usando mezza pagina per la fotocopia della descrizione del personaggio e l’altra metà per la raffigurazione del personaggio stesso da parte degli alunni.

MAESTRO CILIEGIA

Un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr’Antonio se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura. Portava una parrucca brizzolata.

GEPPETTO

Un vecchietto tutto arzillo, il quale aveva nome Geppetto; ma i ragazzi del vicinato, quando lo volevano far montare su tutte le furie, lo chiamavano col soprannome di Polendina, a motivo della sua parrucca gialla che somigliava moltissimo alla polendina di granoturco. Era bizzosissimo. Guai a chiamarlo Polendina! Diventava subito una bestia e non c’era più verso di tenerlo.

Anche se il linguaggio usato da Collodi non è più così attuale, vi garantisco che i bambini, presi dalla trama, sono assolutamente in grado di seguirne attentamente la lettura.

Dal terzo capitolo, man mano che procedeva la lettura in classe, abbiamo trascritto, sulla pagina del “nostro libro”, il titolo di ogni capitolo ed abbiamo intrapreso il vero “lavoro”. Per esempio, del terzo abbiamo scritto l’elenco delle fasi della costruzione del burattino da parte di Geppetto [1-nome, 2-capelli, 3-fronte, 4-occhi, 5-naso, 6-bocca-lingua, 7-mento, 8-collo, 9-spalle, 10-stomaco, 11-braccia-mani (con le quali Pinocchio strappò la parrucca al suo babbo), 12-gambe e piedi (con cui gli sferrò un calcio)] e, arrivati al fondo, ci siamo accorti che mancavano le orecchie! Sempre nel terzo capitolo abbiamo dettato la descrizione della casa di Geppetto, l’abbiamo fatta illustrare e abbiamo fatto cerchiare i nomi e sottolineare gli aggettivi, tanto per non dimenticare lo studio della lingua…

Il quarto capitolo ci ha dato lo spunto per rivedere il discorso diretto, già affrontato in prima (prendendo spunto da Cipì). GRILLO: <<Povero Pinocchio! Mi fai compassione!.., perché sei un burattino e…perché hai la testa di legno.>> PINOCCHIO <<Bada, Grillaccio del mal’augurio!>>Tenendo conto che eravamo all’inizio della seconda, ci siamo limitati a queste due battute, procedendo, poi, al disegno. Per mia fortuna, oltre al testo integrale, avevo un librettino di Rodari e Verdini “La filastrocca di Pinocchio” Editori Riuniti, che ci ha dato veramente una mano. Fotocopiando alcune pagine tra le più significative, abbiamo potuto riassumere in modo molto piacevole alcune parti dei capitoli successivi.

Molto simpatico è il 5° capitolo che, dopo il titolo, abbiamo subito illustrato perché c’era l’urgenza di disegnare l’uovo da cui usciva il pulcino!!! Nella pagina successiva abbiamo ripreso il lavoro dei dialoghi tra i due personaggi. Abbiamo deciso di colorare sempre di marrone la parola PINOCCHIO all’inizio del discorso diretto e, in questo caso, di giallo, la parola PULCINO. Nei dialoghi precedenti avevamo colorato di verde la parola GRILLO. Questo criterio ci ha guidati per tutti i dialoghi successivi. Di questo capitolo abbiamo anche scritto l’elenco dei cibi che il burattino avrebbe mangiato: un po’ di pane secco, un crosterello, un osso avanzato al cane, un po’ di polenta ammuffita, una lisca di pesce, un nocciolo di ciliegia (tra le risate ed i vari commenti degli alunni!)Bellissima da dettare è la descrizione della “nottataccia d’inferno” all’inizio del 6° capitolo: …”Tuonava…della campagna”. Certamente è opportuno dettare brevi brani per non appesantire il lavoro! Logicamente non può mancare il disegno.

 Anche il 7° capitolo offre lo spunto per due brevi dettati: uno sulla ricostruzione dei piedi di Pinocchio da parte del suo babbo e l’altro sulla confezione dei vestituccio di carta… (ovviamente si lascerà ampio spazio all’illustrazione di entrambe le scene). Sull’abbecedario dell’8° capitolo abbiamo fatto una ricerca storica dando ai bimbi poche ma precise informazioni e ne abbiamo approfittato per presentare anche il sillabario. Abbiamo scoperto che nel 1859 erano obbligatorie solo la prima e la seconda classe elementare!! Nel 9° capitolo Pinocchio ci dice che cosa intende imparare subito a scuola… e qui si possono fare delle belle riflessioni. Il burattino si rende conto di non saper leggere e si rivolge ad un ragazzetto… Anche in questo caso abbiamo trascritto il dialogo tra i due personaggi. Simpatici soprattutto da illustrare sono i capitoli (10 – 11) relativi al teatro dei burattini ed a Mangiafuoco di cui Collodi fa una stupenda descrizione da dettare… e non possono mancare alcune domande relative alla comprensione del testo: 1) Quale mestiere fa Mangiafuoco? 2) Com’è la sua barba? 3) Com’è la sua bocca? 4) A cosa somigliano i suoi occhi? 5) Che cosa fa con le mani? 6) Di che materiale è fatta la sua frusta? Un’altra idea può essere quella di proporre alcune domande relative ai primi 11 capitoli letti. “CHE COSA RICORDO DEI PRIMI 11 CAPITOLI?”

Questo era piaciuto moltissimo ai nostri alunni che si sentivano ferratissimi… Ovviamente ognuno doveva dare, per iscritto, solo 4 o 5 risposte a scelta; le altre erano orali. I più entusiasti ne scrivevano molte di più!!!!COSA RICORDO dei primi 11 capitoli di Pinocchio?

  1. Perché mastr’Antonio era soprannominato maestro Ciliegia?
  2. Che cosa voleva fare maestro Ciliegia con il pezzo di legno?
  3. Che cosa accade quando inizia a lavorare il legno?
  4. Come è soprannominato Geppetto?
  5. Perché maestro Ciliegia e Geppetto bisticciano?
  6. Cosa vuole costruire Geppetto con il legno?
  7. Cosa fa Pinocchio quando ha anche i piedi?
  8. Dove finisce Geppetto?
  9. Pinocchio chi trova sulla parete di casa?
  10. Cosa succede al Grillo-parlante?
  11. Chi esce dall’uovo?
  12. Dove va Pinocchio nella nottataccia d’inferno?
  13. Dove mette i piedi Pinocchio infreddolito e bagnato?
  14. Descrivi il vestito di Pinocchio.
  15. Cosa compera Geppetto per Pinocchio?
  16. Cosa pensa di fare Pinocchio a scuola?
  17. Perché Pinocchio non va a scuola?
  18. Come fa, Pinocchio, a pagare il biglietto del teatro?
  19. Chi incontra a teatro?
  20. Come si chiama il burattinaio?
  21. Come si conclude l’episodio a teatro?
  22. Cosa gli regala Mangiafuoco e perché?

Ci siamo anche divertiti a cambiare il finale di alcuni episodi come quello di Pinocchio ed il grillo o Pinocchio e Mangiafuoco… realizzando dei simpatici testi che abbiamo poi fotocopiato ed inserito nel nostro magico quaderno.

Nel prossimo numero vi racconterò il resto della storia… buon lavoro e buon divertimento!!!

Liliana Biasiol