Cittadini si diventa

Non possiamo negare che i documenti ministeriali degli ultimi tempi, per non dire degli ultimi decenni, abbiano sottaciuto il tema della “cittadinanza” intesa come formazione consapevole e finalizzata a favorire la partecipazione degli alunni alla vita della comunità in una dimensione nazionale, europea, mondiale.

Le Indicazioni nazionali per i piani personalizzati (Moratti 2004) e le Indicazioni per il curricolo (Fioroni 2007) si sono chiaramente e lungamente soffermati sull’argomento. Per non parlare dei Programmi ’85 per la scuola primaria che introdussero formalmente il capitolo degli Studi sociali e dei Programmi per la scuola media del ’79 che altrettanto fecero per l’Educazione civica.

Da ultimo, il D.L. 137/ 2008, convertito nella legge 169/ 2008, ha posto l’attenzione sul rapporto “Cittadini e Costituzione” rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, operando una forte riduzione della complessa tematica della Cittadinanza al solo nucleo relativo all’approfondimento della nostra Magna Charta.

Tutto questo sul piano della ufficialità della norma.

Ben diverso potrebbe essere il discorso per ciò che concerne la prassi didattica dove, invece, si assistette, in parecchi casi, ad una rapida caduta di interesse e ad una scarsa attenzione a livello di progettazione e, soprattutto, di concreta pratica didattica.

Molti docenti di scuola primaria e secondaria, presi dalle mille sollecitazioni degli apprendimenti cosiddetti “importanti”, hanno relegato, tra le pieghe trascurate della curricolazione, una disciplina che più di ogni altra reclama piena attenzione e completo coinvolgimento di tutte le discipline e di tutte le componenti scolastiche.

Non sappiamo quel che avviene realmente all’interno delle scuole europee, anche se, in tutti i paesi, in forme diverse, il tema della “cittadinanza” è presente nella formulazione dei curricoli.

Sostanzialmente in tre forme diverse:−    come disciplina a sé stante;−    all’interno di alcune discipline specifiche;−    come collocazione trasversale all’interno della curricolazione.

In quasi tutti i paesi europei gli obiettivi dell’educazione alla cittadinanza vengono raggruppati secondo tre nuclei principali:−    acquisizione di una cultura politica;−    sviluppo di valori necessari per diventare cittadini responsabili;−    promozione della partecipazione attiva degli alunni alla comunità scolastica.

Le indicazioni morattiane avevano privilegiato la collocazione della educazione alla cittadinanza accanto ad altre cinque specifiche “educazioni” (stradale, ambientale, alla salute, alimentare, all’affettività). Una sorte di appendice alle discipline classiche. La stessa denominazione “educazione” e non “disciplina” poteva essere intesa come una sottolineatura che le conferiva maggior dignità o, semplicemente, come una etichetta per considerarla di minor valore rispetto alle altre.

La breve vita delle indicazioni del 2004 non ci consentono una risposta attendibile.Col Ministro Fioroni, si è optato per la trasversalità della collocazione della cittadinanza nel contesto di tutte le discipline.Questa soluzione potrebbe rivelarsi positiva purché l’eclissi della cittadinanza come nucleo tematico a sé stante non stia a configurare o non venga fraintesa come una non presenza, un vaso di coccio in seno alla progettazione.Mettiamo tra parentesi questa evenienza per sottolineare il fatto positivo che l’educazione alla cittadinanza debba essere considerata disciplina trasversale.La Premessa ministeriale alle Indicazioni per il curricolo recita: “L’obiettivo (della cittadinanza) è quello di valorizzare l’unicità e la singolarità culturale di ogni studente” e ancora: “La scuola affianca al compito dell’insegnare ad apprendere quello dell’insegnare ad essere”.

L’educazione alla cittadinanza è un tutt’uno con la cultura.I valori sottesi alla convivenza democratica camminano sorretti dalla competenze cognitive; si esprimono attraverso ad esse in una stretta interazione.Ciò significa che gli obiettivi della cittadinanza: la percezione dei propri diritti e doveri, il valore della legge, il bene della convivenza democratica, l’accettazione dell’altro, la lealtà, la solidarietà, la conoscenza delle proprie radici storiche e culturali, in una parola, i valori della nostra Costituzione non sono indifferenti ai processi cognitivi. Di converso, le competenze cognitive, indistintamente per tutti i rami del sapere, affinano e rendono possibile un consapevole e critico esercizio di una cittadinanza attiva.

Le abilità linguistiche, come le competenze matematiche, le conoscenze storico/geografiche, come l’affinata sensibilità artistica allargano l’orizzonte sociale, danno supporto e consistenza al dialogo, combattono i pregiudizi, avvicinano le culture, cancellano le frontiere psicologiche e sociali.In questo senso cultura e cittadinanza sono come due facce della stessa medaglia: accrescere l’una significa giovare all’altra.

Un gruppo di lavoro formatosi in seno alla nostra Associazione, in collaborazione con l’AIMC si è dato il compito di approfondire, nell’anno scolastico in corso, una serie di riflessioni sul tema della cittadinanza da cui potrebbero scaturire proposte operative da offrire alle scuole.

Segnaliamo inoltre che il FORUM piemontese per l’ Educazione e la Scuola - di cui fa parte anche la Tommaseo e che riunisce, da alcuni anni, tutte le Associazioni educative laiche e cattoliche della Regione - ha elaborato, con il patrocinio della Direzione scolastica regionale, una proposta per contribuire alla fase sperimentale della introduzione delle Indicazioni per il Curricolo voluta dall’allora Ministro Fioroni.

Volendo individuare una tematica autenticamente trasversale, il FORUM ha finalizzato il proprio sforzo verso un progetto denominato: ”Insegnare e apprendere la cittadinanza”. Il progetto, diffuso tra tutte le Scuole della Regione, si sta attuando in collaborazione con gli Istituti che ne hanno fatto richiesta.

L’obiettivo, come in precedenza si è detto, non è tanto quello di offrire una trattazione su tematiche relative agli Studi sociali, quanto di considerare la Cittadinanza come un traguardo comune a tutte le discipline.

Se lo scopo della scuola è la costruzione del cittadino nella dimensione nazionale, europea, mondiale, l’educazione alla Cittadinanza deve poter rappresentare un punto di arrivo che consenta di “formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie e composite”.

Gianluigi Camera