Informazioni Sindacali

Regolamento ISTAT benefici assistenziali 2018 (versione corretta)

FLC CGIL - Gio, 19/12/2019 - 20:07
Regolamento ISTAT benefici assistenziali 2018 (versione corretta)

Inclusione scolastica: il Consiglio dei Ministri approva la revisione del decreto legislativo 66/17

FLC CGIL - 2 ore 37 min fa

Sono state approvate in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 maggio le disposizioni integrative e correttive delle “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con...

Elezioni RSU 2019 nella Formazione Professionale

FLC CGIL - Dom, 26/05/2019 - 18:58

Nelle giornate del 3, 4 e 5 giugno 2019, si svolgeranno le elezioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) nel settore dell’Istruzione e...

28 maggio 1974-28 maggio 2019: l’informazione di ieri al tempo delle stragi e di oggi al tempo dei social

FLC CGIL - Dom, 26/05/2019 - 11:00

A cura della FLC CGIL Brescia

Anche quest’anno, come ogni anno, saremo presenti alla commemorazione delle vittime di piazza della Loggia con una iniziativa che vedrà coinvolti, oltre allo storico...

Non si mettano in caricatura le proposte del sindacato sul reclutamento

CISL Scuola - Sab, 25/05/2019 - 10:59
Non accetto che si metta in caricatura una proposta sindacale sul reclutamento che credo molto meditata e seria, che non nasce da ideologie o inseguimento del consenso ma da una profonda, diretta e quotidiana conoscenza di come la scuola vive e funziona. Soprattutto respingo come totalmente infondata l’accusa di fare proposte che non tengono conto della necessità di garantire la qualità professionale di chi viene assunto. Parto da questo aspetto, per ribattere e rilanciare così: ma perché quelli che si preoccupano così tanto della qualità, dando a credere che basti un concorso selettivo a garantirla, non battono ciglio di fronte a una realtà che vede ogni anno coprire con personale precario quasi il 20% dei posti che funzionano? Sono tutti incapaci, ma siccome forse costano un po’ meno possiamo anche chiudere un occhio su come lavorano? Magari per anni e anni? Ma siamo seri, per favore, e rispettosi delle persone di cui parliamo.
Noi non abbiamo alcuna obiezione sul fatto che si debbano bandire concorsi con regolarità, per dare a tutti e anche ai più giovani una chance di accesso al lavoro nella scuola. Crediamo che l’esperienza dimostri come questo non basti né a garantire la copertura del fabbisogno, né a eliminare la “supplentite”. Di lavoro precario, per come la scuola funziona (quella vera, non quella immaginata o teorizzata) ci sarà purtroppo sempre bisogno, l’importante è che vi si ricorra al minimo indispensabile, e che la precarietà del lavoro non duri in eterno. Credo che dopo tre anni di lavoro precario – perché di questo stiamo parlando – si possa parlare di un’esperienza acquisita e da valorizzare; abbiamo anche detto che il lavoro precario dovrebbe essere sostenuto da supporti di formazione in servizio, e niente impedisce di monitorarlo. Con queste premesse, la stabilizzazione non diventa più un privilegio, ma un atto di giustizia.
Quanto ai costi, non c’è dubbio che il precariato diffuso consente qualche economia, per il trattamento economico meno favorevole dei supplenti rispetto al personale di ruolo. Ora, a parte il fatto che si tratta di una disparità del tutto in contrasto con le direttive europee, che escludono discriminazioni legate alla tipologia dei contratti, ci chiediamo se partiti che per storia e cultura dovrebbero essere attenti al lavoro non dovrebbero concedersi un attimo di riflessione prima di sparare a zero sul presunto spreco di risorse che rappresenterebbe la stabilizzazione del lavoro precario. Giocando sull’equivoco per cui assumere i precari significherebbe aumentare i posti di lavoro. Non è così, non si tratta di questo, ma solo di rendere stabili posti di lavoro di cui comunque ogni anno (attualmente oltre 150.000!) la scuola ha bisogno per funzionare. Un preciso interesse anche della scuola, per migliorare l’efficacia e la qualità del servizio scolastico.
Spiace che questi temi siano oggi finiti nel tritatutto della campagna elettorale, con annesse polemiche interne alla maggioranza di governo. Noi ne parliamo non da oggi e non vediamo l’ora di poterne riparlare a elezioni svolte e a risultati acquisiti. Nel frattempo, non sappiamo se le aperture del ministro saranno sufficienti a dirottare sul suo schieramento valanghe di consensi: ma pure chi “qualche” consenso lo ha perduto anche per non aver dato a suo tempo il giusto ascolto al mondo della scuola, si chieda se lanciarsi in polemiche poco meditate, compresi attacchi sorprendenti al lavoro e agli accordi fatti dai sindacati, sia il modo migliore per recuperarne un po’. Roma, 25 maggio 2019 Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

«Sos clima, ora tocca ai politici»

FLC CGIL - Sab, 25/05/2019 - 07:40

Sara Bettoni

«Ci dobbiamo rendere conto che è necessario salvare il mondo. E la politica se ne deve fare carico». È il ritornello del secondo sciopero globale contro il cambiamento climatico, dopo quello del 15...

Scuola, Bussetti: misure straordinarie per assunzione precari

FLC CGIL - Sab, 25/05/2019 - 07:34

Corrado Zunino

"Sì a misure uniche e straordinarie per la stabilizzazione del precariato storico e sì a percorsi abilitanti aperti a tutti coloro che hanno acquisito adeguata esperienza, con selezione in uscita come...

In pensione 42 mila docenti: super-sanatoria per i precari

FLC CGIL - Sab, 25/05/2019 - 07:31

La scuola potrebbe cambiare volto. In tempi brevi. Potrebbe diventare più giovane e soprattutto più stabile. Come? Il ministro all'istruzione Bussetti, ieri, via Facebook ha detto di voler mettere in pratica il piano presentato dai...

Scuola, la ministra Bongiorno: ok a contratto presidi, arriva l’aumento da 160 euro

FLC CGIL - Sab, 25/05/2019 - 07:29

Alessia Tripodi

C' è il via libera del ministro della P.a, Giulia Bongiorno, al contratto per oltre 8mila presidi che «permetterà il quasi totale riallineamento della retribuzione dei dirigenti scolastici a quella...

50 mila precari assunti senza concorso e aumenti ai presidi

FLC CGIL - Sab, 25/05/2019 - 07:25

A due giorni dal voto europeo, si sblocca la trattativa sui precari e anche quella sugli aumenti dei presidi. Ad annunciare i due provvedimenti sono stati, in veloce sequenza, prima il ministro Bussetti su Fb e poi la ministra Bongiorno. Per quanto...

Il voto e il rischio della post-democrazia

CISL Scuola - Ven, 24/05/2019 - 18:32
È una partita doppia, quella che giochiamo domenica con il voto. Prima partecipiamo a una gigantesca prova di democrazia, di misura continentale, che porta contemporaneamente alle urne 374 milioni di persone in 28 Paesi con lingua, storia e cultura diverse, che hanno scelto liberamente un’obbligazione reciproca e una responsabilità comune per dar forma all’Europa eleggendo il suo Parlamento.
Poi, attraverso questo stesso voto, diamo un giudizio implicito sul governo nazionale che è in carica da un anno, sui due partiti che lo sostengono in un’alleanza rissosa, sulle opposizioni di destra e di sinistra che cercano un’alternativa al momento inesistente. Come se la politica, non riuscendo a sciogliere i suoi nodi, aspettasse il responso delle urne europee per tagliarli di netto.
Due partite, dunque: ma la posta in gioco è la stessa, perché riguarda la nostra identità, come italiani e come europei, l’idea che abbiamo di noi stessi, del nostro passato e del nostro futuro. Il racconto oggi egemonico parla di un’Europa stanca di sé, incapace di manifestare una personalità istituzionale seducente e un carattere politico convincente, dunque prosciugata di ogni attrattiva, anche elettorale. E certo, guardando il distacco ormai incolmabile tra i commissari europei di Juncker e i cittadini, viene voglia di cedere a questa lettura. L’immagine dominante è quella di un’Europa di controllori, dunque per forza di cose fiscale e burocratica, di cui si è persa qualsiasi “forza propulsiva”.
Un’Europa portatrice di un sistema di vincoli di cui la popolazione non è più in grado di rintracciare la legittimità. Al vertice siedono uomini che non sono leader, dunque non hanno autorità, come se l’istituzione europea non dovesse convincere, conquistare, mobilitare, ma fosse un sottoprodotto delegato. Infine, manca soprattutto un pensiero politico-economico-culturale che esca dalla strettoia soffocante dei parametri: non per ignorarli, ma per aggiungere al rigore una cultura della crescita e dello sviluppo, riformulando il triangolo tra il capitalismo, il welfare state e la democrazia rappresentativa, che è alla base della civiltà europea.
Ma se recuperiamo il senso della storia, ci accorgiamo che questa stessa Europa è molto di più di tutto ciò. Stati nazionali che hanno inscenato dentro la sua geografia due guerre mondiali, una volta conquistata la pace hanno cercato di garantirla rinunciando a pezzi importanti della loro sovranità per costruire insieme una casa comune. Filosofie politiche che hanno generato proprio qui due totalitarismi nel secolo appena concluso hanno lasciato il posto a un pensiero democratico diffuso, che ha saputo dare una forma istituzionale all’idea di Europa. Abbiamo vissuto in realtà un processo costituente continuo, all’insegna della democrazia dei diritti e della democrazia delle istituzioni, come altri continenti non hanno avuto. In questo senso, possiamo dire che la politica è andata al di là della gestione del quotidiano, ha pensato in grande, prima per evitare che l’Europa tornasse teatro di guerra, poi per far nascere dalla pace un progetto di comunità democratica capace di costruire un futuro comune.
Ciò che troppo spesso dimentichiamo è che l’Europa non è una costruzione artificiale, per la semplice ragione che ha dato una fisionomia politica e istituzionale a un modo di vivere, a una tradizione, a una cultura: quella che Steiner chiama l’Europa dei caffè come luoghi di appuntamento, di scambio, di conversazione e di incontro, l’Europa che lega l’uomo al suo paesaggio perché può essere percorsa tutta a piedi tenendo sempre un campanile a portata di mano, l’Europa che scrive la sua storia sulle targhe delle strade e delle piazze obbligandosi alla responsabilità della memoria, l’Europa che vive nella doppia eredità di Atene e Gerusalemme, prendendo dalla prima il lessico socio-politico e dalla seconda la consapevolezza che la legge non può separarsi dai comandamenti morali, e infine l’Europa perseguitata dal senso della fine, dalla paura del tramonto che la incalza: e di cui ha già conosciuto nel suo passato l’oscurità, e addirittura le tenebre.
Cominciamo così a capire che è di noi che si parla, quando parliamo di Europa. In questo concetto storico, geografico, politico, sociale e soprattutto culturale convergono il seme greco che ha generato l’idea di città e dunque lo spazio pubblico dell’agorà, in cui per la prima volta l’individuo si muove come cittadino, il diritto romano che fissando la regola di convivenza per questi cittadini e riconoscendo i loro ambiti fonda la nozione di persone, il cristianesimo che oltrepassa la stessa invenzione giuridica dei pretori romani introducendo la rivoluzione della misericordia.
Arriviamo infine ad altri elementi costitutivi dell’identità europea, che tutelano il suo carattere democratico: lo stato di diritto, che introduce limiti all’azione e alla potestà del potere pubblico tutelando la libertà dei cittadini; il pluralismo che garantisce la convivenza e il confronto di pensieri, culture e formazioni politiche diverse; la contendibilità del potere che obbliga chi ha vinto le elezioni a rimettersi ogni volta in gioco dall’indomani sul mercato del consenso; il rendiconto che assegna un ruolo di soggetto politico alla pubblica opinione; la libertà di espressione fino al dissenso, che contraddistingue le democrazie.
Questi principi, che noi portiamo in campo quando interveniamo come attori nelle grandi crisi del mondo, e che usiamo per valutare i regimi altrui, farebbero semplicemente parte della storia d’Europa come variabili di un’epoca, se non venissero raccolti e condensati in un’istituzione — l’Unione Europea — che ne è nello stesso tempo il prodotto, lo specchio e la garanzia. Sono elementi della cultura liberal-democratica, che è per convenzione, per comodità e per scelta la forma della democrazia nella modernità che stiamo vivendo.
Ma oggi, proprio oggi mentre andiamo a votare, si fa strada una demonizzazione interna — che il nostro Paese ben conosce — della solidarietà, della responsabilità, della condivisione, dell’inclusione, dell’apertura, dei diritti come strumento di crescita della qualità democratica di una società, e quindi della sua libertà e dunque della sua sicurezza. Mentre questi valori entrano in crisi si affacciano altre interpretazioni della fase, altre versioni della modernità, che puntano a una privatizzazione del concetto di democrazia, a un suo restringimento, a una sterilizzazione, sfrondandola di garanzie fino a potarla proprio dei caratteri liberal-democratici che credevamo costitutivi.
Siamo così davanti alla domanda finale: è possibile un’altra Europa, che rinunci alla democrazia liberale, per entrare in una post-democrazia incognita? E quei principi liberal-democratici, sono dunque revocabili? Ecco su cosa votiamo, in Italia e in Europa.

Un sistema di reclutamento che valorizzi il lavoro, la nostra linea da sempre. Dichiarazione di Maddalena Gissi

CISL Scuola - Ven, 24/05/2019 - 17:58
L’apertura manifestata oggi con le dichiarazioni del ministro Bussetti è motivo di soddisfazione per chi, come noi, da anni si batte per un reclutamento che valorizzi anche l’esperienza di lavoro acquisita sul campo. L’esperienza di quei precari grazie ai quali ogni anno la scuola è messa in condizione di funzionare, garantendo il diritto allo studio che sarebbe altrimenti negato a studenti di ogni ordine e grado”. Così Maddalena Gissi commenta la dichiarazione con cui il ministro ha espresso la volontà di tradurre in provvedimento di legge le proposte sul reclutamento dei docenti avanzate dai sindacati nel confronto col Governo, da ultimo ai tavoli tematici che stanno lavorando per dare attuazione all’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile scorso.
Un percorso riservato per stabilizzare i precari della secondaria con tre anni di servizio attraverso un percorso abilitante – prosegue la segretaria generale della Federazione CISL Scuola Università Ricerca - nel rispetto dei diritti di chi è già abilitato e naturalmente assicurando una regolare cadenza dei concorsi ordinari: è la linea che come CISL abbiamo sempre sostenuto, anche sulla scorta di passate esperienze, che hanno visto dare risposte positive, attraverso procedure abilitanti speciali e concorsi riservati, a personale destinato altrimenti a rimanere precario a vita”.
L’esperienza dovrebbe avere insegnato a tutti – aggiunge la Gissi – come il precariato non possa sparire semplicemente eliminando graduatorie o puntando ossessivamente ed esclusivamente su procedure concorsuali per esami. Sono anni che si fanno tentativi di questo genere, e sono sempre falliti tutti, al punto che l’area del lavoro precario si è estesa anziché ridursi. L’unica cura giusta per la ‘supplentite’, che tanti governi diversi hanno tentato invano di debellare, è prevedere un riconoscimento del lavoro che i supplenti svolgono, garantendo loro un rapporto di lavoro stabile una volta maturata una consistente esperienza”.
Si è imboccata finalmente la strada giusta – conclude la leader della FSUR CISL - per dare positiva risposta alle attese di tanti precari. Ora è indispensabile che alle dichiarazioni del ministro faccia seguito un puntuale impegno a livello politico per dar loro concretezza. Serve per questo che il buon lavoro fatto dai sindacati, di cui ha dato esplicito riconoscimento il ministro, sia accompagnato dalla giusta attenzione e dalla responsabilità dei decisori politici in sede parlamentare. Sarebbe anzi auspicabile che su questo tema, troppo spesso occasione di polemiche e conflitti, si realizzasse un’ampia convergenza in nome del diritto al lavoro e del buon funzionamento della nostra scuola, cui la stabilità del lavoro sarebbe di sicuro giovamento”. Roma, 24 maggio 2019

Piano Nazionale Scuola Digitale: i prossimi interventi

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 17:35

Nelle scorse settimane il MIUR ha reso noto il Decreto Ministeriale 279 del 28 marzo 2019 con il quale...

Concorso 24 mesi ATA 2018/2019: disponibile il modello G su Istanze online per la scelta delle scuole

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 15:41

Con nota 1062 del 17 aprile 2019 il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha comunicato l’apertura, dal 3 al 24 giugno 2019, delle funzioni per la compilazione dell’allegato G per...

Manifesto unitario manifestazione Palermo 24 maggio 2019

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 15:32
Manifesto unitario manifestazione Palermo 24 maggio 2019

Locandina unitaria manifestazione Palermo 24 maggio 2019 - Versione editabile

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 15:31
Locandina unitaria manifestazione Palermo 24 maggio 2019 - Versione editabile

Locandina unitaria manifestazione Palermo 24 maggio 2019

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 15:30
Locandina unitaria manifestazione Palermo 24 maggio 2019

Pensioni scuola: il Miur convoca i sindacati

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 14:54

Il MIUR ha convocato per mercoledì 29 maggio alle 12 le organizzazioni sindacali per un aggiornamento sui pensionamenti del personale scuola.

Tale richiesta è frutto della

Le sedi dell'Istat fanno acqua da tutte le parti

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 14:33

L’Istituto in questi giorni si accinge a prendere, ancora una volta, decisioni rilevanti in merito alle sue sedi. Abbiamo perciò ritenuto  importante

Su reclutamento e precariato un passo decisivo

FLC CGIL - Ven, 24/05/2019 - 13:27

Il confronto al MIUR dopo l’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile scorso comincia a dare buoni frutti su uno...